Porsche, alone against the world

By 22 dicembre 2014Car History, Feature

1875. L’ Impero Austro-Ungarico si presenta compatto in un’Europa frammentata tra poche instabili repubbliche e antichi solidi regni-imperi. Nella Boemia del Nord, odierna Repubblica Ceca, un bambino inizia a esplorare il mondo. L’impero austro ungarico è un melting pot di culture e tradizioni vicine, ma contrastanti: da Trento a Leopoli , da Sarajevo a Praga. Questo aspetto si traduce ora in una moltitudine di opportunità per apprendere – Vienna e la belle epoque – ora in una polveriera destinata ad esplodere – l’omicidio dell’arciduca Franz Ferdinand il 28 giugno 1914. Ferdinand Porsche si sta formando e per ora il suo cognome suona ancora anonimo.

1875: Austro-Hungarian Empire was the second biggest Nation in an ancient Europe splitted into a few unstable republics and solid old kingdom. Into Northern Bohemia, a hopeful young boy started to explore the world. The Empire was a melting-pot of far but geographically next cultures and  traditions: from Trento to Leopoli, from Sarajevo to Prague. This multicultural aspect  became both a massive opportunity to learn – with Vienna and the “belle epoque” – both in a powder keg ready to blow up – Franz Ferdinand ‘s murder the 28 June 1914. Ferdinand Porsche was still studying and his surname sounded anonymous.

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Il piccolo bambino è ora cresciuto e si appresta ad affrontare intriganti sfide. E’ il 1900, quando a soli 24 anni progetta la Semper vivus Lohner-Porsche , a trazione integrale e propulsione ibrida: un motore elettrico per ruota abbinati a un tradizionale motore a combustione interna.

The young Ferdinand was growth up and he was ready to approach new challenges. It was the 1900 when at the age of 24 years old he projected the Semper vivus Lohner-Porsche, four wheel drive and hybrid engines: four electrical engines on the wheels coupled to combustion engine.

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Un compatto motore 4 cilindri da 1.100 centrimetri cubici e 50cv sono sufficienti alla Austro Daimler Sascha per ben figurare alla 13° Targa Florio del 1922: dominata la categoria turismo fino a 110cc con Gregor Kuhum e Lambert Pocher conquistano rispettivamente il 22° e il 24° posto nella classifica generale. Ferdinand Porsche continua a lavorare su ammiraglie, vetture sportive e popolari mentre il figlio Ferry inizia a sognare e disegnare le prime auto.

A compact four cylinders of 1.1 Liter with fifty horsepowers were sufficient to the Austro Daimler Sascha to race and convince at the 13° Targa Florio of 1922. Won the Tourism category until 1100cc with Gregor Kuhum and Lambert Pocher, the two Sascha arrived in the absolute ranking at 22° and 24° place. Ferdinand Porsche has continued to work on flagship, sports, racing and popular models while his son Ferry started to draw his first cars.

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Dopo molte esperienze all’ Austro-Daimler e alla Daimler-Motoren-Gesellschaft (Mercedes) nel 1931 fonda a Stoccarda la Dr. Ing. h.c F. Porsche GmbH. L’archetipo della moderna e rinomata sportiva di Stoccarda può essere facilmente rintracciato nel prototipo Typ 64, costruito in soli tre esemplari: uno distrutto durante la seconda guerra mondiale, uno trasformato in hot-rod senza tetto da soldati americani per rapide cavalcate e l’ultimo, fedelmente conservato.

After the experiences of Austro-Daimler and  Daimler-Motoren-Gesellschaft (now Mercedes) in 1931 founded in Stuttgart the Dr. Ing. h.cF. Porsche Gmbh. The archetype of the modern and renowned sports car of Stoccarda was easily traced in the Typ 64, built in onlt three pieces: one  destroyed in the second WW, one converted in hot-rod by american soldier for a joy riding and the last, loyally preserved.

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Nel 1946 Piero Dusio e Piero Taruffi fondano la Cisitalia e dopo pochi mesi riuniscono un team di lavoro a dir poco fenomenale: Rudolf Hruska, Giovanni Savonuzzi, Karl Abarth e Ferdinand Porsche. Ntasce una monoposo a ruota scoperte con un motore da 1500 centimetri cubici a 12 cilindri boxer sovralimentato con due compressori, alberi motore scomponibili e cambio a innesti sequenziali a cinque marce sincronizzate. Sviluppa circa 400 cavalli a 10.000 giri e il motore montato in posizione centrale posteriore si integra perfettamente nel telaio tubolare. Gli alti costi di studio e progettazione causarono il fallimento industriale del progetto 360: l’unico esemplare, per altro non funzionante, si trova al museo Porsche.

In 1946 Piero Dusio and Piero Taruffi has founded the Cisitalia and after a few months they were able to reunite a fantastic team work: Rudolf Hruska, Giovanni Savonuzzi, Karl Abarth and Ferdinand Porsche. The result was an open wheel single seater wiht a twelve cylinder 1,5 Liter boxer turbocharged with two compressors, scomponibles crankshafts, and five sequential gearshift. The power of the engine was of  quite 400 hp at more than ten thousands rpm: the engine was collocated in a central position well matched to the tube-shaped frame. The high development costs caused the failure of the 360 project: the unique sample, even if unserviceable, is now at Porsche Museum.

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Le innovative linee della Typ 64 ritornano pochi anni più tardi sulle Typ 356, con le quali, fortunatamente non condivide la sorte. Ferry Porsche forse non ha ancora la percezione di ciò che questo design rappresenterà negli anni futuri. Fari anteriori tondi, linee sinuose e tinte pastello. Fedele alle soluzioni tecniche il motore quattro cilindri boxer raffreddato ad aria da 1.100 centimetri cubici e circa 40 cavalli viene posizionato a sbalzo nel retrotreno. Disponibile dal 1948 è stata realizzata in più versioni: coupé, cabriolet, convertible, Speedster, Hardtop e roadster mentre il motore è stato più volte maggiorato e potenziato sino a raggiungere i 2.000 centimetri cubici con doppio albero a camme in testa della Carrera del 1966.

Back to the 60s the lines of the Typ64 were so innovative that they drawn the history of Porsche: from this prototype has derived the 356: circle lights, pastel colours and sinuosity everywhere. A 40hp boxer four cylinder of 1.1L was installed in the first series in the rear of the frame. The 356s were available in more than one version: coupè, cabriolet, speedster, hardtop and roadster and in the years the engine has arrived to 2L and 110 horse power.

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Gli anni ’60 sono quasi giunti al termine quando il mondiale Sport e il mondiale Prototipi vengono uniti: la Porsche, forte della esperienza con le vetture 2 litri presenta la 908. Tre litri, otto cilindri contrapposti, carrozzeria in vetroresina da 130kg ed estrema attenzione alla leggerezza complessiva dell’auto riuscì a battagliare e sconfiggere, nel 1969, la temibile Ford GT40.

The 60s were ready to be closed while a changement in the orders of world championship has modified the scenario: Sport and Prototypes challenges became the Sport-Prototype with the reduction of the engine size to three litres. Porsche was ready to fight with its 908: three litres, eight cylinder and a ultralight fiberglass body kit to built one of the few cars able to beat the Ford GT40.

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Indubbiamente è il 917 ad essere il prototipo Porsche più famoso, affascinante e glorioso che il rettilineo del Mulsanne abbia mai ospitato. La #23 kurzheck di Hermann-Attwood del 1970, e del 1971, la langheck #21 di Elford-Larrousse e l’esperimento aerodinamico “Pink Pig” #23 di Jost e Kauhsen , anello di congiunzione tra la KH e la LH. Della vittoriosa #22 di Markko-Van Lennep ve ne abbiamo già parlato http://www.spaghettigarage.com/a-true-italian-legend-martini-international-racing-temporary-exhibition/.

But It’s the 917 to be the most famous, glorious and awesome Porsche prototype challenging the  Mulsanne straight. At the Porsche Museum it’s possibile see the  1970 #23 kurzheck of Hermann-Attwood, 1971 langheck #21 of Elford-Larrousse and the aerodynamic experiment “Pink Pig” #23 of Jost and Kauhsen, half KH, half LH. #22 Markko-Van Lennep of Martini Internation Racing Team is the protagonist of another Spaghetti Garage history: http://www.spaghettigarage.com/a-true-italian-legend-martini-international-racing-temporary-exhibition

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Sviluppata in simbiosi tra VW-Porsche la 914 non ha mai riscosso il successo desiderato. Con motori a quattro e a sei cilindri la 914, pur rappresentando un’efficace sintesi, si è infelicemente posizionata in una fascia intermedia e non raggiungibile tra i target di mercato dei due brand, decretandone l’insuccesso commerciale. Tuttavia su questo esemplare di 914 è montato un 8 cilindri boxer da circa 300 cavalli ed è stata regalata a Ferry come regalo per i suoi 60 anni.

Born like a halfblood the 914 Porsche has not reached the same success of Harry Potter: with four and six engine the 914 was too slow for Porsche owners and too expensive for VW ones. That’s the main reason of its commercial failure. On this 914 however, someone has decided to put in a three hundred horse power eight cylinder boxer engine and to donate to Ferry for his 60th birthday. 

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Il 1973 fu l’anno della svolta: dopo aver dominato la 24h di LeMans nel mondiale la Porsche decide di costruire l’auto dei sogni. Telaio realizzato ad hoc per le competizioni, classico motore sei cilindri boxer. Ma non bastava. 1974: nuovo motore tre litri, carreggiata allargata, notevoli miglioramenti aerodinamici e nuovi cerchi monodado: nasce una GT destinata a dominare in tutti i continenti, la 911 Carrera RSR. L’esemplare al museo ha partecipato al mondial GT IMSA americano.

1973 was the real turning point for Ferry and Co.: after the achievements of LeMans 24h with its prototypes the Porsche had the purpose to dominate with a real GT car. Dedicated frame, boxer six cylinder engine for 1973. It was a beast. But someone in Stuttgart was not satisfied. So in the 1974 the news were these: new three liter engine, broadened gauge, new aerodynamic kit and centerlock wheels. This was the first Porsche GT car able to win in all of the continents, the 911 Carrera RSR: #74 has challenged in IMSA GT.

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Si sa, a volte i migliori soprannomi arrivano per pura casualità. E’ il 1978 quando la Porsche presenta la nuova versione della 935. Derivata dalla 911 si presenta all’avvio della stagione con un aspetto apparentemente appesantito. Livrea bianca, sensibilmente abbassata rispetto ai modelli 76 e 77 e caratterizzata da un’ aerodinamica studiata per alte velocità con un’ampia sezione frontale e una lunga coda. Ed è così che a qualche brillante osservatore viene in mente un soprannome destinato a imprimere la versione 78 nella mente di tutti gli appassionati: Moby Dick. Per pura cronaca sono circa 750 i cavalli che il 3,2 Litri boxer raffreddato ad acqua esprime in configurazione da gara e a LeMans raggiunge i 365km/h.

The genesis of a nickname was usually weird. 1978, Porsche has just shown its new prototype, the 935. It was a special version of 911 but the aspect was so different: it got fat. White livery, extremely lowered compared with 76 and 77 cars, new aerodynamic bodykit specifically designed to the highest speed, wide frontal section and long rear part. So, it’s natural that someone has started to think: wow, this is a whale. So this 1798 935 became for all the world the Moby Dick: 750 horse power, 3,2 liter and 365 km/h.

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La Porsche 924 GTP in livrea Boss è stata appositamente costruita nel 1980 per competere nella categoria 2 litri: motore sovralimentato e telaio alleggerito per una GT da 320 cavalli e poco meno di una tonnellata.

This 924 GTP is not so famous but it’s one of the beautiful built. Born in 1980 to challenge the 2 liter championship this GT has a turbocharged engine well combined to a light weight frame: 320 horsepower and less the 2000 lb.

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Raccogliere l’eredità sportiva della 917 non deve essere stato semplice per i progettisti Porsche. La 300km del Nürburgring del 1976 vede l’esordio della barchetta aperta 936, ideata come trade union tra i vari modelli sportivi Porsche: dalla 908 deriva il telaio, dalla 917 lo schema delle sospensioni e dalla 911 Carrera GTR il motore turbocompresso di 2,1 litri. Vinse le 24h di LeMans nel 1976, 1977 e 1981.

The 917 was one of the most awesome cars in Porsche history but it’s the chronometer the real judge: in 1976 at the 300km of Nürburgring the Porsche has launched the 936. It was a mix of all the past racing cars: frame from 908, suspensions from 917 and 2,1 turbocharged engine from the 911 Carrera GTR. It was the winner of 1976-1977 and 1981 24h of Le Mans.

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Derivata dalla 959 a quattro ruote motrici dominatrice dell’edizione del 1986 della Parigi Dakar la 961 fu schierata nel medesimo anno per provare quanto la tecnica Porsche fosse avanzata. Omologata nella categoria IMSA GTX si piazzò settima assoluta ma a seguito di infelici risultati sportivi e dell’elevato costo la sua carriera si interruppe bruscamente nel 1987.

In the eighties the Porsche wanted to demonstrate that it was able to built a total car: the 959 had four wheel drive and it won the 1986 Parigi Dakar. It’s still one of the most impressive cars ever built in the world. So Porsche decided to join the IMSA GTX but the dream bumped to hard cliffs: high costs of development and extreme tyre usage. So the track career of the 959 ended up in 1987. 

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Sono passati più di venti anni dalla gloriose geste delle 917 e della 935 quando la Porsche decise di puntare fortemente alla vittoria della 24h di Le Mans del 1996. Deriva parte del telaio dalla 993 da cui si discosta notevolmente per estetica e meccanica: motore centrale – e non a sbalzo –  a sei cilindri contrapposti da 3,2 litri, raffreddato ad acqua e sovralimentato.  Porsche sviluppò notevolmente gli studi sulla leggerezza delle scocche ricorrendo all’ ampio uso del kevlar: il risultato è un prototipo da 600 cavalli e poco più di 1000 kg. Tuttavia gli sforzi non sono stati sufficienti: all’esordio alla 64° edizione del 1996 la Porsche 911 GT1 deve inchinarsi al prototipo della Joest Racing TWR-Porsche WSC-95.

So we have arrived to the 90s: Porsche had an obsession. Win the 24h of LeMans. It was the 1996 when the 911 GT1 were created. The frame is strictly connected to 993 one but the mechanical were completely revolutionized. Central engine, turbocharged and watercooled. By the use of kevlar the complete structure was too light: less the 2000 lb for quite 600 horse power. However, the British builder TWR with the Joest Racing Team and Porsche engine, has just build a phenomenal racing car beating the 911GT1: the  Joest Racing TWR-Porsche WSC-95

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L’esemplare #8 della LMP1 del 98 è una diretta evoluzione del prototipo della Tom Walkinshaw Racing – per dovere di cronaca, produttore inglese già vincente nel mondiale sport prototipi tra il 1987 e il 1991 con l’indimenticabile Jaguar XJR-9 e costruttore della Nissan R390 GT1 – vincitore nel 1996 con il team Joest Racing. Per la realizzazione della barchetta del 1996 il costruttore inglese utilizzò un telaio Jaguar dei primi anni 90 e il motore della 956. L’unità termica da 3 litri, nonostante alcuni anni sulle spalle e una minor potenza rispetto a quelli montati sui più recenti prototipi permise di ottenere una riduzione dei consumi e una minor usura degli pneumatici decretando il successo nell’edizione del 1996 e del 1997. Dopo le due vittorie, Porsche decise di centralizzare il progetto dando origine alla LMP1 esposta al museo.

In 1996 (and also in 1997) the winner of the 64th edition of 24H of LeMans was the Joest Racing TWR-Porsche WSC-95, built by the famous Tom Walkinshaw Racing – winner of 1987 and 1991 with the Jagyar XJR-9 and father of Nissan R390GT1. This racing car was a mix: old, lighter and cheaper 956 Porsche engine on a Jaguar frame. The result was a ultra light car with a restricted usage of fuel and tyre. After two defeats Porsche decided to centralize the project building in 1998 the #8 LMP1.

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Con questo primo articolo abbiamo voluto rendere onore a una tra le più vincenti ed entusiasmanti case automobilistiche di sempre e mostrarvi da dove realmente è partita l’avventura e quello che Porsche ha saputo costruire e donare al mondo del motorsport. Una storia tutta Europea, espressione dell’intramontabile sete di gloria e vittoria che per anni ha spinto le case costruttrici italiane, francesi, inglese e tedesche a lottare per primeggiare su tutti i tracciati internazionali. Tutti contro la Porsche.

With our first article we wanted to celebrate one of the most successful motorsport brand in the world and show you, walking through the history of its production, how Ferdinand and Ferry were able to built it. This is a true European history with the strong will to dominate all the rivals and to feed themselves only by the victories and the glories made by a constant fight with the most powerful, unforgettable european racing cars of the last century. All against the Porsche.