Italian Racing Legend part 2: Trento Bondone

By 21 luglio 2014Car History

Corsero rapidamente gli anni veloci del futurismo, incitati dalla costante esaltazione della tecnologia, dell’audacia e della velocità. Le quattro ruote, recente prodigio della pura e osannata tecnica, divennero il mezzo pratico prescelto dai futuristi per esprimere la propria poetica, il proprio disprezzo verso una vita lenta, classica, ordinaria. Marinetti nel 1909 ne definì i primi due punti chiave “1. Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità. 2. Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia”. È in questo fervore spirituale artistico che il senso di potenza, sottolineato ai sensi dalle forme e dal rumore, e il flusso energico costante spinsero sprezzanti valorosi appassionati a organizzare le prime competizioni motoristiche. Il movimento artistico-motoristico trovò seguito in tutta Europa e ogni nazione diede sfogo alle proprie passioni.

Futurism years ran fast, aroused by a constant glorification of technology, bravery and speed. Four-wheeled vehicles, wonders of pure technique, became the preferred transportation by the futurists to express their poetry, their disgust for a slow, classic and ordinary life. Marinetti in 1909 outlined the two key aspects: “1. We want to sing the love for the danger, the routine of energy and bravery 2. The courage, the bravery, the rebellion will be essential elements in our poems”. It’s in this spiritual fervor that the sense of power, underlined by form and sound, and the constant energetic flow pushed cars enthusiasts to organize the first car challenges. The artistic and engineering movements found followers in all the Europe, in which each country vented their passions. 

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Nel 1925 fu il turno dell’ACI di Trento. La scalata al monte Bondone nacque come una “gita cronometrata per automobili e motociclette”, in cui fu l’ingegner Menestrina a trionfare sul traguardo di Vaneze. Da allora il percorso cambiò più volte, fu accorciato, allargato e reso più sicuro, per quanto possa esserlo un tracciato di 17km con una pendenza media del 9%. La Trento-Bondone, divenuta gara nazionale nel 1927, subì il peso della situazione geopolitica europea negli anni cupi dei regimi totalitari e tornò a splendere negli anni ’50. E’ infatti il 1958 quando viene dichiarata prova del Campionato Europeo di Montagna.

In 1925 the Trento’s Italian Automobil Club started to organize the climbing to Bondone’s mountain: it was born like a “chronometered trip for cars and motorbikes”, in which the first winner was ing. Menestrina. Since 1925 the road was subjected to many modifications in order to make it funnier and safer, even if it’s still a 17-km public street with a 9% average incline. The Trento Bondone hillclimb, which became a national race in 1927, withstood the weight of the european geo-political context in the years between the two wars, and came back to its former glory in the 50s. It was the 1958 and the Trento Bondone was declared European race.  

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Dagli anni ’20 a oggi moltissimi meccanici, assettisti, gommisti e piloti hanno voluto sfidare uno tra i più impegnativi tracciati naturali di sempre: la grande escursione altimetrica nel corso degli anni ha costantemente messo a dura prova la tenuta dei drivers ma soprattutto delle auto, vere icone e simboli di quella ricerca di adrenalina, pericolo e  velocità, che un secolo fa rapì e coinvolse molti nostri connazionali a stringere un rapporto di amore e tensione verso le automobili che tutt’ora è presente in noi.

Since the 20s to now a lot of mechanicals and drivers have dared to challenge one of the most demanding natural track ever: the big excursion have putted them through the wringer both the drivers both the cars, true icon of our world, based on the research of adrenaline, danger and velocity that, one century ago raped much italian guys to tie a love and anxiety relationship through men and cars still now living.  

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Nel weekend del 5-6 luglio 2014 si è svolta la 64° edizione e sui 17 km si sono intervallati ben 231 equipaggi arrivati da tutta Europa, suddivisi in più di 10 categorie. Austria, Svizzera, Germania, Repubblica Ceca, Grecia e Lituania hanno sfidato i preparati padroni di casa italiani lungo l’interminabile serie di tornanti verso il monte Bondone.

The 64th edition of Trento Bondone hillclimb happened during the weekend of 5th and 6th July 2014, rolling on the usual 17km track: 231 complements has arrived from Austria, Swiss, Germany, Czech Republic, Greece and Lithuania to challenge the italian ones, well distributed in more than 10 categories. 

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Il ricordo di epoche che non abbiamo fisicamente vissuto, ma con cui siamo ancora concettualmente accomunati attraverso l’ esaltazione della velocità, del pericolo, dell’unione completa tra uomo e mezzo meccanico, ci ha portato a concentrarci, tramite l’occhio attento del nostro collaboratore Michele Barcaro – di cui avete già visto alcuni scatti del Southern Gardasee – sulle vetture storiche del trofeo Mauro Nesti, il Re della Montagna, con i suoi 8 titoli europei e 17 nazionali, recentemente mancato lo scorso inverno.

The memories of not lived eras to which we are conceptually combined through the exaltation of velocity, of danger, of complete union to man and mechanical mean, has drived us to focus -through the shoots of our photographers Michele Barcaro, of which you can see other shoots about Southern Gardasee- on Mauro Nesti historical car trophy,  the King of the Mountain with his 8 european hillclimb titles and 17 italian ones, recently died in the last winter. 

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Viene universalmente definito come thrill, adrenalina, brivido, i futuristi parlavano di “fuga dalla saggezza”, “di fiuto”, “di darsi in pasto all’ ignoto”. Nel mezzo il boom economico e gli anni di piombo: per anni si è smesso di sentire vivo il bisogno di definizioni lasciando parlare loro, le auto, con i loro piccoli cerchi in lega e le ormai inusuali misure di pneumatici, i voraci carburatori e le prime iniezioni meccaniche, che hanno saputo scaldare gli animi di giovani piloti. Ora, a chi non ha vissuto la grande era d’oro dell’automobilismo italiano, resta solo da osservare e sentire ribollire nel proprio sangue la passione delle vecchie generazioni: Abarth 1000, Giannini 650 NP, AlfaRomeo Giulia Gt, Lancia Fulvia, Fiat 124: le icone degli anni ’60 e ’70, pluri vittoriose in qualsiasi competizione e tutte accomunate da design e meccaniche diversi ma immortali: il vero italian taste.

Now it’s universally defined as thrill, adrenaline, the futurists spoke about “escape from wisdom”, “scent”, “throw himself in the unknown”. In the middle, the economic boom and some bloody terrorism years: for years the needs to have explainations disappears. With their little and now inusualu size wheels and tyres, voracious carbs and firsts mechanical injections, Italian legendary cars have warmed up the souls of young driver. And now, to who hasn’t lived the golden era of Italian automotive world, remains only to observe and hear seething the passion in the  blood looking our glories: Abarth 1000, Giannini 650NP, Alfaromeo Giulia, Lancia fulvia, Fiat 124: the icons of 60s and 70s, victorious in each contest, divided for mechanics and designs but united by the nature: fast, light, awesome. This is the Italian taste.  

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Alla Trento Bondone quel che conta è il cronometro: ben vengano i sorrisi donati delle auto storiche, ma altrettanto ben accolti sono stati i numerosi esemplari di sport prototipi, formule minori e vetture turismo dell’epoca moderna: dai Clio RS, alle Polo GTI, dal 306 kitcar Maxi alla Skoda Fabia WRC, passando per le Ferrari e Porsche GT e i nomi che hanno scandito la storia delle cronoscalate: Osella, Dallara, Lola.

The real judge at the Trento Bondone hillclimb is the chronometer. The smiles given by historical cars are well accepted but prototypes, racing cars, formula cars were out there running to beat records: from little Clio RSs and Polo GTIs, to kitcar 306 Maxi and WRC Skoda Fabias, GT Ferraris and Porsches, along with glorious names of hillclimb: Osella, Dallara, Lola. 

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“Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo, un’automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia” Filippo Tommaso Marinetti.

“A race car, with its hood adorned by big pipes similar to explosive-breathing snakes, a rumbling car, that seems to run on the machine gun, is more beautiful than Samotracia’s victory” Filippo Tommaso Marinetti.