Different continents, same dedication: Brian’s Golf GTI VR6

By 4 settembre 2014Feature

Quella che vogliamo raccontarvi è una storia di confini, di linee invisibili, tracciate per meglio identificare elementi diversi di un unico insieme. Le legioni romane, le orde barbare, le truppe alleate e i caschi blu della Nato hanno sempre combattuto per difendere ed espandere il proprio confine. L’Europa, per anni unico spartiacque delle differenti culture, è stata influenzata dal mondo ellenico con i concetti di poleis e di pensiero etico-filosofico, da quello arabo, al quale si deve l’ introduzione della matematica, della medicina e della chimica, e in ere moderne dallo scontro tra i diversi sogni di libertà e benessere individuale americano e di vita comune sovietica. E l’Italia, con la sua collocazione geo-politica strategica, ha sempre attirato su di sé le idee, le ambizioni, le tradizioni e le mire espansionistiche di questi popoli. In estrema sintesi, è questo il motivo che spiega la presenza di una golf mk4 GTI VR6 texana a Vicenza.

Today we will tell you about history of confines, invisible lines drawn to better identify different elements of an unique amalgam. Roman legions, barbarian hordes, US allies in WWII and NATO blue helmets have always been fighting to defend and expand their borders. Europe, a melting pot of colonialist cultures, was influenced by the Hellenic world with poleis and ethical-philosophical thought, by  the Arabian one from which we have gathered maths, medicine, chemistry, and in modern age, by the collision of two antitethical dreams: individual freedom in USA and shared assets in URSS. The geo-political positioning of Italy has always attracted ideas, ambitions, traditions and  expansive aims of these folks. That is an extremely quick explanation of the presence of an USA-imported VW Golf mk4 GTI vr6 in Vicenza, Italy.

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Questa storia ha origine a El Paso, Texas – ai più forse conosciuta per essere stata l’ossessione di Hank Schrader – su un altro confine caldo, quello tra il Messico e gli USA. Brian si iscrive nell’esercito e viene presto trasferito nella base militare di Vicenza dove, assieme al suo commilitone Steffan, conosce i ragazzi del Vag Force con cui condivide la medesima passione per le auto personalizzate e diventandone membro.

This history was born in El Paso, Texas, – better known as Hank Schrader’s obsession recently – on a very hot confine between Mexico and USA. Brian enlisted in the US army and was soon transferred to an american military base near Vicenza, Italy. There, with his comrade Steffan, he met Vag Force guys, with which they share the same passion for car modding.

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Viaggiando momentaneamente nell’altra parte dell’oceano torniamo al 2012, quando Brian acquista una golf mk4 rave green 2.8 12v vr6 del 2002, allestimento GTI. Trascorsi i primi 10 anni di vita, gli elementi meccanici VW avevano disperatamente bisogno di una revisione. Approfittando dell’occasione il motore è stato potenziato, attraverso l’installazione di alberi a camme specifici, nuovi pistoni riprofilati per ottenere una cilindrata di 3 litri, uno scarico completo Magnaflow con valvola elettrica di regolazione e un’aspirazione completa K&N.

Traveling through time and space we take a look back at 2012, when Brian bought a 2002 rave green Golf mk4 GTI 2.8 vr6 12v. After spending 10 years roaming on USA roads, many mechanical elements were needing an overhaul. Taking advance of the occasion the engine received an upgraded camshaft, new re-profiled pistons thus reaching 3 liters, and was paired to a Magnaflow exhaust with electric cutout and K&N short ram air intake.

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Il 2013 è da poco iniziato quando Brian, dopo essersi trasferito in Italia, decide di far lasciare anche alla Golf i territori stelle e strisce. Approdata finalmente nel Bel Paese, gli interventi hanno riguardato tutti gli aspetti finora trascurati. Oltre al motore preparato la golf poteva contare su un assetto KW variante 2 e su vetri oscurati. I primi interventi relativi all’abitacolo hanno quindi riguardato la sostituzione dei sedili anteriori con una coppia derivante da un’ Audi A3. Inoltre tutto l’abitacolo è stato interamente rivestito per creare un contrasto deciso e ricco di personalità con pelle color biscotto per sedili e parte inferiore di cruscotto e pannelli; pelle nera, per parte superiore di cruscotto e pannelli porta; infine tessuto, sempre nero, per cielo e montanti. Le originali luci interne rosse sono state oscurate mentre il volante, il pomello del cambio e il freno a mano provengono da una GTI 20AE.

The 2013 is the big year for this car: after moving to Italy Brian decided to import his Golf, leaving the stars&stripes land. Finally arrived in Italy, mods  were focused on aspects neglected till now. With a KW v2 and blackened windows the next main focus was the interior: a couple of Audi A3 front seats were installed and the complete cockpit was full upholstered with black -for the highest parts – and biscuit coloured – for the lowest ones – leather, reaching a smart contrast. Original interior red lights were darkened while the steering wheel, the shifter and the e-brake toggle were borrowed from a GTI 20AE.

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Venduto a un amico italiano l’assetto a ghiera KW variante 2, Brian ha infatti deciso di sostituirlo con un kit di sospensioni ad aria AirLift con centralina di gestione Autopilot v2, che permette di regolare l’altezza da terra dall’abitacolo attraverso la pulsantiera posizionata alla base del cambio. In prima persona si è curato della completa installazione delle sospensioni e della realizzazione della struttura in legno, collocata nel baule, che accoglie la bombola del compressore. L’attenzione si è quindi poi spostata alla ricerca del limite estremo: la minima altezza possibile combinata con la massima larghezza possibile.

After selling his coilovers to an Italian friend, Brian installed an AirLift airride system paired with Autopilot v2 management, fully controllable from the cockpit thanks to ashtray-installed switches. In the trunk, a custom wood floor was fitted, along with the visible air tank. After installing the airride, it was time to perfect the stance.

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Per spingersi all’estremo a livello di canali Brian ha infatti allargato personalmente gli archi dei passaruota, ora perfettamente in grado di accogliere, anche grazie a una generosa campanatura, il set di Eta Beta Krone scomponibili in 3 pezzi: 9jx18″ all’anteriore e 10jx18″ al posteriore. Dalla finitura più classica che si possa immaginare, lip lucida e rosa dorata, e dalle misure più irrazionali che si possano pensare di montare su una mk4, gli Eta Beta donano alla golf un’aria decisamente prorompente e muscolosa, a immagine e somiglianza del proprietario. I numerosi residui di gomma sugli archi rollati sono la prova fisica che Brian non si piega alle strade italiane. Sempre tutto giù.

A classic, gold-and-polished finish was paired to ridiculous wheel sizes: thanks to the strong negative camber and first-person rolled arches, Eta Beta Krone wheels were widened to 9 inches up front and 10 inches in the rear. The outcome gives this originally quiet Golf a muscular and vigorous stance, which somehow resembles his owner. Wheel arches were constantly showing rubber leftovers, physically demonstrating that Brian has no intention to surrender to Italian bad roads.

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Il concetto di confine tra popoli e culture ritorna spesso quando si parla di Golf: parti cruciali della diatriba US – Euro vengono giocate dai paraurti e dai fari. Ovviamente, gli americani vanno pazzi per l’estetica europea, mentre noi importiamo fasce paracolpi, paraurti interi e posizioni USA. Giusto mix dei due design la Golf di Brian presenta un’estetica caratterizzata dai paraurti oceanici e dai fari continentali, gli anteriori Hella HID e i posteriori OEM scuriti, a ricordare le frecce direzionali fumé. Anche il tetto ha un che di patriottico: la pellicola nera con la quale è stato wrappato proviene infatti dall’americana 3M.

When talking about cars, traditional border-envy arguments are always fitting: everybody in the US wants to install Euro bumpers and lights, while in Europe everybody wants to achieve the OEM US-look. Brian decided to mix up things to his tastes: American bumpers, German Hella HID front lights and Euro, darkened tail lights. The American-based 3M company produced the wrap for the rooftop.

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Abbiamo voluto raccontarvi parte delle avventure di Brian principalmente per testimoniare come la passione per la propria auto e la voglia di godersela ogni giorno siano in grado di spingere un ragazzo ad attraversare più volte l’oceano per portarla con sé nella sua nuova casa. L’uso da daily car la rende, se possibile, ancor più spettacolare, amplificando in Brian la convinzione di aver fatto un’ottima scelta e in noi la certezza di avervi raccontato una vera storia di passione a quattro ruote.

We wanted to tell you Brian car’s build mostly to show how an individual is able to travel back and forth across the ocean, six thousands miles, carrying a 3-thousand-pounds-heavy baggage, just to enjoy his passion and dedication wherever his work will lead him. This car also serves as Brian’s daily driver, emphasizing even more how Brian did the right thing keeping a bond to an inanimate object, that eventually led him to meet living friends on the other side of the world.

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