Coppa d’Oro Villa d’Este. Since 1929, the world classic cars in Como: Part 1, BMW Classic

By 5 luglio 2015Events

Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno, dopo aver ambientato la prima stesura degli intrecci di Renzo e Lucia, dal 1929 è sede della Coppa d’Oro Villa d’Este. Il concorso d’eleganza nacque come mostra espositiva e competitiva per le più raffinate vetture contemporanee. La prima vettura ad imporsi fu la milanese Isotta Fraschini Tipo 8A, con il suo 8 cilindri da 6 litri. L’anno dopo fu gloria per la torinese Lancia Dilambda con il suo telaio a longheroni e i 100 cavalli di potenza. Dalla terza edizione furono aggiunti premi, modificati i nomi e l’appeal della manifestazione aumentò anno dopo anno. Nulla infatti lasciò presagire, dopo l’incoronazione dell’ AlfaRomeo 6C nel 1949, la lunga interruzione dell’evento, sino al primo tentativo di ripresa dell’attività nel 1986. Le rievocazioni della seconda metà del ‘900 hanno mantenuto inalterati i canoni di selezione e premiazione delle vetture: a Villa d’Este è come se il tempo si fosse fermato agli anni ’30.

That branch of the lake of Como, which extends towards the south, after hosting the first draft of Renzo and Lucia adventures, since 1929 is also the location of Coppa d’Oro Vila d’Este. The concourse of elegance was born as a competitive exhibition for the most refined car ever built. The first winning car was the six liter Isotta Fraschini Tipo 8a from Milan. The second edition was dominated by the Lancia Dilambda from Turin, with its longeron chassis and one hundred horse power. From the third edition more prizes were added, names were modified and the charm of the contest began to increase edition after edition. There wasn’t any clues, after the coronation of Alfa Romeo 6C in 1949, of the long interruption the event was going to suffer, which lasted until 1986. The rebirth on the second half of XX century kept unchanged selection rules of vehicles: in Villa d’Este the is still frozen since the 30s. 

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Fortunatamente, per tutti noi appassionati, a cavallo del millennio il Concorso d’Eleganza Villa d’Este ha ripreso la sua marcia con costanza e dedizione nel 1995 e da allora si sono susseguite 20 gloriose vetture nell’albo d’oro del Concorso. Con il patrocinio di BMW Classic, dal 2002, l’evento è diventato sempre più tappa cruciale per gli appassionati di auto classiche e moderne di tutto il mondo. L’introduzione, avvenuta sempre nel 2002, del premio Design Award for Concept Cars & Prototypes ha coinvolto in maniera ufficiale tutte le migliori case automobilistiche. Da allora il red carpet ha visto sfilare avveniristici prototipi e classiche senza tempo.

Fortunately for enthusiasts like us, the Concourse of Elegance Villa d’Este has restarted its march with perseverance and dedication in 1995: since then twenty glorious cars joined the winning book. With the patronage of BMW Classic since 2002 the event has become a fundamental stage for classic and modern cars lovers. The introduction of Design Award prize for Concept Cars & Prototypes in 2002 has officially involved every important automotive brand: since then timeless classic and futuristic cars have marched on the red carpet.

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Nonostante i due premi ufficiali siano riservati ad auto decisamente antiche ed estremamente moderne, le auto partecipanti hanno rappresentato quasi ogni lustro che abbia avuto la fortuna di essere accompagnato da automobili rivoluzionarie e leggendarie. Il leit motiv dell’edizione 2015 è stato il decennio degli anni ’70. Furono anni ribelli e di grandi cambiamenti anche nel mondo dell’automobile. Il mercato, sempre in cerca di maggiori prestazioni, ha spinto la produzione di massa verso una graduale e costante evoluzione alla propria gamma: ne sono un esempio le tre vetture che la BMW Classic ha esposto a Villa d’Este, tutte in condizioni di conservazione eccellenti, con meno di 1000km percorsi ciascuna. La 2002tii, codice interno BMW E10, venne presentata in anteprima mondiale nel 1971: motore 2 litri,  iniezione Kugelfischer e 130 cavalli, rappresenta a pieno titolo l’antesignana delle moderne M3. La serie E24 ha il suo modello di entrata nel 628Csi presentato nel 1979. Il motore monoalbero sei cilindri ad iniezione elettronica da 184 cavalli permetteva alla coupè di Monaco velocità di punta di poco superiori ai 200 orari mentre l’introduzione dell’ABS permetteva ai proprietari di gustarsi in tutta sicurezza le elevate prestazioni. Il 528 E12 rappresenta il primo passo della BMW nel segmento delle grandi berline. Lanciata ufficialmente nel 1972, il modello da 2,8 litri a carburatori esposto nel parco del Grand Hotel Villa d’Este, può essere visto come il primo esperimento di berlina dalle grandi prestazioni. Dalle tre vetture si riconoscono i diktat dello stile BMW presenti ancora adesso: doppi reni anteriori, logo bianco azzurro, proiettori anteriori aggressivi e linea del baule bassa.

Even though the two official prizes are reserved to ancient or extremely modern vehicles, each decade was represented in its production of special, revolutionary and legendary cars. The leit motiv of 2015 edition is the 70s decade: they were rebel years of big changes, even in the automotive world. The market, always looking for performance increases, pushed the mass production in a constant evolution: the three cars showed by BMW Classic are a perfect example, in their stunning conditions with less than 1000 miles each. The E10 2002tii was launched in 1971. With its 2 liter engine, Kugelfischer injection system and 130 horse power, is the forerunner of modern M3s. BMW displayed a 628 e24 to represent their 6-series, the entry level version in 1979. The SOHC six cylinder with electronic injection put out 184 horse power, quite sufficient to push the coupè over the 130 mph while ABS let the owners enjoy the drive in safe conditions. The E12 528 was the first step of BMW in the sedan segment: launched in 1972, the 2.8 liter, carburetor alimented, was also the first sportive 5 door car. Looking at the three cars it’s possibile to trace down the diktat of BMW design: double front chrome “kidneys” grill, white and blue logo, aggressive front headlump and trunk’s low line.

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Nella scena del motorsport gli anni ’70 sono ricordati sostanzialmente per tre grandi elementi: l’epopea del V8 Cosworth in Formula 1, il rogo di Niki Lauda e la creazione del Gruppo 5 Silhouette nel mondiale Turismo. Considerate per anni le vetture turismo più veloci del mondo, la loro caratteristica fondamentale era la ricerca estrema della perfezione aerodinamica con grandi appendici e allargamenti di carrozzeria. La BMW non solo ha partecipato per anni in via ufficiale, ma ha anche voluto regalarci alcune opere d’arte. Le due E9 3.0 CSL del biennio ’75-76 sono state le prime due vetture commissionate a due differenti artisti. Alexander Calder, scultore americano, scelse i colori primari e una livrea geometrica per la #93 del 1975. Frank Stella, pittore e scultore minimalista, invece concepì l’auto come un foglio di carta, pertanto decise di riportarne la struttura reticolata di un foglio millimetrato con infinita precisione. Sulla carrozzeria andò quindi ad imprimere un intreccio di forme chiuse e aperte a ricordare il continuo moto di inseguimento tipico di un auto da GP. Tra il 1977 ed il 1979 BMW scelse di imprimere una virata allo stile delle Art Cars: dopo due pittori-scultori furono ingaggiati due dei massimi esponenti della pop-art newyorkese. Roy Lichtestein realizzò una raggiante e naturalistica 320i E21 Turbo del 1977 in cui il giallo Sole illuminava i verdi prati e le strisce di cielo azzurro. Andy Warhol agì sulla #76 M1 Gruppo 4 scegliendo una combinazione mistica di colori in cui tenui toni di verdino e azzurro si mischiano con i caldi rossi e bordeaux.

70s Motorsport scene is known for three macro elements: the epic of V8 Cosworth in F1 racing, Niki Lauda’s blaze and the creation of Group 5/Silhouette in World Tourism Car Championship. Considered for years as the fastest tourism car in the world, its main characteristic was the continuous pursue of aerodynamic efficiency with large bodykits and impressive spoilerd. BMW didn’t limit itself to attend with an official team, but decided to donate the world some artworks. The first E9 3.0 CSL decoration was commissioned to the american sculptor Alexander Calder: he chose primary colours and geometric livery for ‘975 #93 CSL. Frank Stella, minimalist painter and sculptor, was appointed for 1976 and  he conceived the CSL as a blank paper sheet: he decided to retrace the entire grid of a drawing sheet. He later traced a sequence of closed and open lines to remind us the continuous pursuit of motion in a grand prix. Between ’77 and ’79 BMW revolutioned its Art Cars: after solid and geometric artists, the main exponents of NY Pop Art were contacted. Roy Lichtestein worked on a radiant and naturalist E21 320i Turbo, in which the Sun yellow enlightens green fields and light blue stripes of sky. Andy Warhol acted on #76 brand new M1 Group 4, chosing a mystic mix of colours in which the tenuous tones of green and light blue are shuffled with bright red and burgundy.

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Monaco nell’estate del 1972 è al centro del mondo: ospita le Olimpiadi – rese tristemente famose per la strage effettuata da un commando di Settembre Nero, organizzazione terroristica Palestinese – e presenta il prototipo Turbo Car, sigla interna E25. Basato sul telaio di una E10 2002 con motore di 2.0 litri in posizione centrale sovralimentato per una potenza di 200 cavalli presentava come elementi caratteristici le portiere ad ali di gabbiano e una sgargiante colorazione in scala cromatica. Sei anni dopo le linee base della Turbo Car vengono riprese dalla M1 grazie al determinante contributo di Giugiaro. Per l’unità motrice, sempre in posizione centrale, i tecnici di Monaco optano per un 3,5 litri sei cilindri con iniezione Kugelfischer da circa 270 cavalli. Dai due soli prototipi prodotti della Turbo Car si è passati alle 450 unità di M1, rendendola l’unica vettura prodotta di serie da BMW con motore posteriore centrale.

Munich in summer ’72 is the center of the world: it hosts Olympic games – sadly known for the Black September massacre – and shows its prototype E25 TurboCar. Based on E10 2002 chassis with a mid-rear turbocharged engine with 200 horsepower had as main aesthetic features gullwing doors and two tone, gradient painting. Six years after the E25 basic lines were replayed in the M1, thanks to italian designer Giorgetto Giugiaro. The mechanical imprinting was confirmed too, with a mid rear engine: instead of little 2 liter turbo, BMW engineers installed a 270 horse power 3,5 liter six cylinders engine with Kugelfischer injection. From the two prototypes of the TurboCar BMW built 450 M1s, the first and the last BMW series car with a mid rear engine.

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Dagli anni ’70 il doppio faro tondo imprime aggressività al frontale delle serie 3: tuttavia a metà degli anni ’80 l’espressione grintosa e arrogante del frontale non veniva totalmente espressa dalle prestazioni meccaniche delle serie 3, dedita più al passeggio che alle corse. A Monaco decidono dunque di creare una versione decisamente sportiva: motore S14 da 2,3 litri aspirato, quattro cilindri, a sfiorare la soglia dei 100 cv/litro, differenziale autobloccante di serie al 25% e un piccolo badge sulla griglia frontale: M3. Dal 1986 ad oggi la sigla M3 evoca in tutti noi le gesta eroiche di Ravaglia e Cecotto e incarna tutti i nostri più intimi e infimi desideri: auto leggera, veloce, maneggevole e dall’aspetto intimidatorio. Cosa potrebbe incutere più timore della vista negli specchietti retrovisori di un M3 E30 nera intenta a lampeggiarvi?

Since the 70s the double front headlights impressed aggressiveness to 3 series: however in the middle of 80s the gutsy and arrogant look of the E30 front was not reflecting in its engines, more able to cruise than to run. The Monaco motorsport division promptly worked on the issue: the 2,3 liter high revving four cylinder S14 engine, with almost a hundred HP per liter, was paired to a 25% LSD and a little badge on the front grill: M3. Since 1986 the M sign remember us of Ravaglia and Cecotto personifying our deep and secret dream: lightweight, fast, good handling and intimidating looking street cars.

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Raggiungere l’obiettivo fissato al primo tentativo non è facile: raggiungerlo nuovamente e ridefinire uno standard lo è ancora di più. BMW presenta nel 1993 la nuova M3. Si distacca totalmente dalla vecchia E30: per le case automobilistiche gli anni ’90 diventano sinonimo di sobrietà, per cui da una normale serie 3 coupè del 1992 la M3 si distingue, senza esagerare, per minigonne paraurti e i cerchi da 17″. Apparentemente, perchè i tecnici di Monaco decidono di puntare sul nuovo motore S50B30: 3 litri, 6 cilindri in linea abbinati a un innovativo sistema di fasatura variabile per 286cv nella prima versione. L’M3 non ha rivali nella sua fascia di mercato, nè per prezzo nè per prestazioni. Nel 1996 arriva l’evoluzione: nuovo motore S50B32, che con i suoi 321 cavalli per 3,2 litri infrange la soglia dei 100cv/l per motori aspirati. Se nel 1986 è stata scritta la storia, dieci anni dopo, BMW, ha scritto il futuro.

Achieving the target at first attempt is not easy: achieving again and redefining the standard at the second attempt is even more difficult. In 1993 BMW launches the new M3 E36. It’s totally different from E30 M3: in a new wave of sobriety the car mildly differs in bumpers, side skirts and 17″wheels. Under the hood, instead, engineers in Munich went for the new S50B30 engine: three liters, six cylinders paired to a new variable camshaft system for 286 horse power. The new M3 had no rivals in its segment, either for price or performance. In 1996 the second evolution: 3,2 liters with 321 horse power, shattering the 100cv/l barrier. if in 1986 BMW wrote the history, ten years after it wrote the future.

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L’E36 M3 GTR ha fatto il suo debutto nel 1993 nel campionato ADAC German Touring Car Championship in cui Cecotto e Nissen hanno subito imposto la loro regola: vincere ogni domenica. Motore 3 litri da 325 cavalli e iconica livrea: la birra Warsteinier sul cofano anteriore e i tipici colori rosso blu FINA ci ricordano le vecchie E30 degli anni ’80 mentre la bandiera a scacchi MPower ci ha tenuto compagnia per quasi tutti gli anni 90.

M3 GTR E36 made its debut in 1993 in ADAC German Touring Car Championship, in which Cecotto and Nissen immediately impose themselves a rule: every sunday is a winning sunday. 3 liter NA engine with 325 horse power and iconic livery: Warsteiner beer on the hood and red&blue FINA in the back remind us the 80s old E30 while MPower flag was a symbol of 90s.

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BMW Classic patrocina il concorso d’eleganza di Villa d’Este dal 2002 e nell’edizione 2015 ha esposto vetture che si sono trasformate in icone del mondo motorsport. Tra queste anche l’ultima avveniristica versione della storica 3.0 CSL Hommage che riprende, ammodernando e spingendo all’estremo le linee sinuose della celebre E9. Ci è sembrato doveroso dare tributo a un marchio coerente e al passo coi tempi, che presta attenzione al suo passato ed investe nel futuro, da auto da pista targate Motorsport fino a tranquille e confortevoli berline, e dimostra raffinatezza tecnica, innovazione stilistica e un sempreverde senso d’eleganza. Grazie BMW!

Bmw Classic  has sponsored the Concours of Elegance Villa d’Este since 2002 and in the 2015 edition has exhibited motorsport legend cars. Among these the reinterpretation of the 3.0 CSL sticks out, and takes on the sinuous lines of the old E9 with a futuristic twist. We wanted to give our readers a tribute to a coherent and cutting-edge brand, which truly pays attention to his past and invests on its future, from motorsport track weapons to comfortable road cruising sedans, oozing technical refinement, stylistic innovation and an evergreen sense of class. Thanks BMW!