A true Italian legend: Martini International Racing temporary exhibition

By 26 gennaio 2014Car History

12 giugno, Le Mans, Francia. 1971. I piloti hanno completato il giro di formazione e usciti dalla Chicane Ford si preparano per l’ultima partenza delle Gruppo 5, la prima lanciata della storia della 24 ore di Le Mans. Sono le 15:59 e in pole position, con il tempo di 3’13″900 c’è la Gulf Porsche 917 Langheck numero 18 di Rodriguez-Oliver, seguita dalla vettura gemella Martini International Racing numero 21 di Larousse-Elford. La leggendaria 917 Kurzheck Martini International Racing numero 22 di Van Lennep-Marko soffre sia sul lungo rettilineo di Mulsanne e Hunaudières sia nella sezione mista e si qualifica in 5° posizione a 5″ dalla pole.

June the 12, Le Mans, France. 1971. The drivers have just ended the warm up lap leaving the Ford Chicane, and they are ready for the last start of Group 5, the first moving in the 24 hours Le Mans history. It’s 3:59 PM and the Gulf Porsche 917 Langheck #18 of Rodriguez-Oliver is going to start from the pole position, with the time of 3′,13”900, followed by the Martini International Racing Porsche 917 Langheck #21 of Larousse-Elford. The legendary Martini Porsche 917 Kurzheck  #22 of Van Lennep-Marko suffers both on the long Mulsanne  and Hunaudières straights and in the last bended section, resulting in a fifth position, detached by five seconds from the pole.

LEMANS1971AS2taglio1300980Copertina di Autosprint 14-21 giugno 1971 – Autosprint 14-21 June 1971 cover

La lancetta dell’orologio indica le 16:00. Pedro Rodriguez scatta in testa e alla Dunlop Curve conferma la prima posizione imponendo da subito un ritmo forsennato. Usciti dalla Tertre Rouge le Porsche 917 a coda lunga volano sullo sconnesso rettifilo: 300, 310, 320. Le Ferrari 512 Sunoco, progettate per il campionato Can-Am, si fermano mentre le potenti e aerodinamiche 917 allungano: 330, 340, 350, 360. La natura non si è ancora piegata alla sicurezza e sul lungo rettifilo si alternano avvallamenti, buchi, cunette con i guardrail a delineare una carreggiata via via sempre più stretta all’aumentare della velocità. Le 917 a coda corta della Martini International Racing non sono in grado di replicare le terribili velocità delle gemelle a coda lunga, che proseguono indomite la loro corsa: 370, 375, 380. Rodriguez non è intenzionato a pelare il gas e mentre il rettilineo piega leggermente verso destra la mente è già alla terribile staccata della Mulsanne che immette nella sezione mista. Indianapolis, Arnage, Porsche Curve, Maison Blanche e Ford Chicane: le Ferrari 512/M Sunoco di Donohue-Hobbs e le 512/M Tergal di Vaccarella-Juncadella sfruttano l’assetto studiato per i tortuosi circuiti nordamericani e l’aerodinamica più carica per avvicinarsi alle 917 carenate, le quali, tuttavia, restano irraggiungibili.

The clock reaches 4 PM sharp. Pedro Rodriguez twitches in first position and at Dunlop Curve he confirms the leadership, immediately foisting a hard rhythm to all. Just over the Tertre Rouge the Langheck Porsche 917 literally flies on the long straight: 180, 190, 200 mph. The 512/M Ferrari Sunoco, built for the northern americain Can-Am series, doesn’t overtake the wall of 200 mph while  the speedometer of the more powerful and aerodynamic Porsche 917 keeps growing up to 225mph. The nature is still ruling over safety, and the straight is dotted in dips, bumps and chinks, while appearing narrower each foot at the increasing of  the speed. The two Martini International Racing Porsche 917 Kurzheck are not able to replicate the unbelievable speeds of the Langheck, which are bravely carrying on their run: 230, 232, 235 mph. Rodriguez isn’t inclined to dose his right foot: full throttle while the straight stretch aims on the right and the mind has already focused on the Mulsanne hard slowdown. The bended section is closer: Indianapolis, Arnage, Porsche Curve, Maison Blanche  e Ford Chicane, and the 512/M Ferrari Donohue-Hobbs Sunoco and  Vaccarella-Juncadella Tergal could take advantage of their set-up, studied for the curved northern-american tracks, and their overload aerodynamic, effective on the bends, to close the gap with the streamlined 917, but the Porsche are still out of reach.

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Pagina 22 di Autosprint 14-21 giugno 1971 - Page 22 of Autosprint 14-21 June 1971Pagina 22 di Autosprint 14-21 giugno 1971 – Page 22 of Autosprint 14-21 June 1971

Al rilevamento della terza ora la situazione non è mutata: placata la foga iniziale di Rodriguez ed effettuato il primo pit stop è sempre la numero 22 Gulf Porsche di Rodriguez-Oliver a condurre, seguiti dai compagni di team Bell-Siffert con la numero 17. La Ferrari Sunoco di Hobbs-Donohue è in terza posizione mentre gli alfieri della Martini International Racing difendono con la loro Kurzheck la 5° posizione. Nelle ore seguenti si assiste ad una gara ad eliminazione: uno dei 12 pistoni della Sunoco 512/M di Donohue-Hobbs si grippa alla quinta ora, la ventola di raffreddamento tradisce la Martini di Larousse-Elford, Bell-Siffert vengono abbandonati dai freni prima di crepare il supporto dell’ammortizzatore posteriore ed è il cambio a tradire la 512/M di Vaccarella-Juncardella

At third hour survey the situation hasn’t changed: appeased the Rodriguez’s initial impetuosity and just after the first pit stop, the Gulf Porsche #22 of Rodriguez-Oliver leads the race, strictly followed by team mate #17 Bell-Siffert. The Hobbs-Donohue Ferrari Sunoco is in third position while the Martini International Racing ensign is defending his fifth place. In the next hours the race becomes an elimination one: one of the twelve pistons of  Hobbs-Donohue Sunoco 512/M binds at fifth hour, the cooling vent betrays the Larousse-Elford 917LH Martini, Bell-Siffert have serious problems with brakes fist, then with the rear coilovers plate, while the gearbox stops the Vaccarella-Juncardella 512/M.

Pagina 24 di Autosprint 14-21 giugno 1971 - Page 24 of Autosprint 14-21 June 1971Pagina 24 di Autosprint 14-21 giugno 1971 – Page 24 of Autosprint 14-21 June 1971

L’orologio segna dunque le 4:11 del mattino, sono trascorse 12 ore e 11 minuti di gara e la 917K Martini International Racing numero 22 prende il comando della corsa con 4 giri di vantaggio su Rodriguez-Oliver, penalizzati da una perdita al circuito dell’olio, causa del blocco del motore che li costringe al definitivo ritiro alla 13° ora. All’inseguimento di Marko-Van Lennep si trovano ora la Matra numero 32 di Beltoise-Amon e l’unica Gulf Porsche superstite di Attwood-Muller. I minuti passano inesorabili e i chilometri vengono macinati dalle vetture del Gruppo 5: il record dei 5000 km di Foyt-Gurney viene stracciato e la Porsche conquista una meritata doppietta con Van Lennep-Marko e Attwood-Muller. Trascorse le 24 ore sono serviti 5335,313 km al team Martini International Racing per entrare nell’olimpo del motorsport. Da quel lontano 13 giugno il team Martini Racing ha gareggiato e vinto in numerose categorie: SportPrototipi, Formula 1, Rally e Turismo, costruendosi, gara dopo gara, una fama internazionale.

It’s 4:11 a.m. and the race is now in the last half: the Martini International Racing Porsche 917K #22 takes the first place with four laps of advantage on Rodriguez-Oliver, penalized by a loss in the oil circuit, which will be the reason of the definitive engine wreckage at the 13th hour. Now it’s the turn of the #32 Matra of Beltoise-Amon and Attwood-Muller Gulf Porsche  to follow the Martini 917K of Van Lennep-Marko. Minutes flow relentless, and the miles are grinded by the Group 5 cars: the Foyt-Gurney record of  3105 miles is tattered, and Porsche conquers a deserved double with Van Lennep-Marko first and Attwood-Muller second. 24 hours and 3313 miles are passed from the start: Martini International Racing is now in the motorsport Olympus. From that 13 June Martini International Racing has competed in every motorsport category: Sport Prototipi, Formula 1, Rally, Tourism building, race after race, an international and eternal glory.

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Martini Racing è riuscita non solo a compiere l’impresa sportiva fortemente voluta dal conte Gregorio Rossi, patron del team, ma a evocare anche a distanza di anni, nella mente degli appassionati, un mondo automobilistico idilliaco in cui il tempo si è fermato.

Martini Racing has not only completed the challenge hardly wanted by Gregorio Rossi, the Martini International Racing team manager, but built an idyllic automotive world that, many years later, still grows strong in enthusiasts’ minds.

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Ed è così che a ogni tornante ci aspettiamo di veder lottare e vincere la leggerissima Lancia 037 a di Alen, Bettega e Rohrl contro l’Audi Quattro di Blomqvist e Mikkola, rievocando le gesta dell’epico mondiale rally 1983, ultimo vinto da una macchina a trazione posteriore e primo corso da Massimo “Miki” Biasion con la Lancia.

Every time we are still expeting to see the lightweight Lancia 037 driven by Alen, Bettega and Rohrl fighting against the powerful Audi Quattro of Blomqvist and Mikkola, recalling the epic 1983 world rally championship, the last won by a rear wheel drive car and the first ran by Massimo “Miki” Biasion with the Lancia team.

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Un tempo in cui l’estro italiano compete surclassando il pragmatismo tedesco nel DTM con l’ AlfaRomeo 155 V6, la quale con 38 primi posti tra il 1993 e il 1996 detiene ancora il record di vittorie assolute per modello, mentre Nicola Larini e Alessandro Nannini, con la livrea Martini Racing, animano ancora gli incubi dei piloti, dei meccanici e degli ingegneri tedeschi.

An era in which the italian genius competed against the german pragmatism in Deutsche Tourenwagen Masters with the AlfaRomeo 155 V6, the most winning car of all times with 38 first places between 1993 and 1996. The red, flying Nicola Larini and Alessandro Nannini, with the Martini Racing livery, still give nightmares to German drivers, mechanicals and engineerings. 

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I classici colori Martini hanno accompagnato la Lancia a distruggere la concorrenza mondiale nel Mondiale Rally con la sei volte campione del mondo Delta Integrale guidata da Juha “KKK” Kankkunen, Massimo “Miki” Biasion, Alex Fiorio, Markku “Maximum Attack” Alén e Didier Auriol. Le corse, specialmente i rally, spesso riservano un destino amari per i nostri eroi, e per tutti noi Attilio Bettega, Henri Toivonen e Sergio Cresto sono ancora dei giovani e coraggiosi rallysti.

The classical livery followed Lancia through the takeover of the global competition in the Rally Championship, with the six-time world champion Delta Integrale driven by Juha “KKK” Kankkunen, Massimo “Miki” Biasion, Alex Fiorio, Markku “Maximum Attack” Alén and Didier Auriol. Races, expecially rallies, often reserved a tragical fate for our hereos: Attilio Bettega, Henri Toivonen and Segio Cresto will be forever remembered as young and brave rally drivers. 

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Allo stesso modo il binomio Martini Lancia ha dominato il mondiale Silhouette nei primi anni ’80 con la Beta Montecarlo Turbo nel gruppo 5 progettata dai tecnici Lancia in collaborazione con Dallara per il telaio e la carrozzeria e Abarth per il motore, in origine un 1.4cc turbocompresso. Il 1981 vede il trionfo assoluto dei colori della Martini Racing, condotta da Riccardo Patrese, Michele Alboreto, Piercarlo Ghinzani, Eddie Cheever e Andrea de Cesaris.

At the same manner the Marini-Lancia duo has dominated the Silhouette world championship in the early 80s with the Beta Montecarlo Turbo in group 5, co-engineered by Lancia, Dallara and Abarth which made a powerful 1,4L turbocharged engine. In 1981 the Martini Racing livery reached and won the world championship, driven by Riccardo Patrese, Michele Alboreto, Piercarlo Ghinzani, Eddie Cheever e Andrea de Cesaris.

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I colori del Martini International Racing hanno continuato a correre ma noi di Spaghetti Garage abbiamo preferito ricordare il glorioso passato, emozionandoci nel rivivere le gesta sportive di piloti e automobili entrate nella leggenda con le loro livree rosso azzurre Martini.

Martini International Racing colours have raced for years and still run, but we went to the museum in order to remember the glorious past, and live it again through reading and writing the sportive challenges of drivers and racing cars, which once became legends together with the red and blue Martini Racing livery.


Ringraziamo il nostro fotografo Luca Pgk Beani, le cui fotografie torneranno presto su SG!
We would like to thank our photographer Luca Pgk Beani, whose pictures will be featured on SG again soon!