A taste of Westmoreland in northern Italy: Matteo’s VW Golf Mk1

By 5 agosto 2015Feature

Ogni storia racconta di intrecci ed elementi comuni che legano a doppio filo luoghi, persone e oggetti. Questa storia ne porta con sé molti: ha inizio nei primi anni ’70 quando Giorgetto Giugiaro viene contattato dalla VW per disegnare la Golf e si sviluppa attraverso le catene di montaggio di Wolfsburg sino a quando, nel 1979, questa Golf GL viene acquistata a Verona. Dall’altra parte del mondo, a Pittsburgh nella contea del Westmoreland qualche designer pensa bene di ridisegnare il frontale della Golf e di cambiarne il nome in Rabbit. Ma la nostra storia è ambientata in Veneto in cui, negli anni ’70, il legame tra Italia e USA non si limita solo alla disputa sulla paternità del disegno del più bel frontale per il Model Key 1: da più di 15 anni alla Caserma Ederle alloggia l’United States Army Africa, generando una continua contaminazione di culture.

Every story is made of twists and common elements which link places, people, objects. This story shows many: it starts in the early 70s when Giorgetto Giugiaro receives a call from the VW headquarters to draw the Golf and expands through the assembly lines in Wolfsburg until in 1979 this mk1 GL is acquired in Verona. On the other side of the world, in Pittsburgh, Westmoreland some designers redraw the Golf front and rebrand it Rabbit. Our story happens in Veneto in which, in the 70s, the bond between Italy and USA expands on a different side: since 15 years, the United States Africa Army is hosted in the Caserma Ederle and continues to influence and be influenced by Italian culture.

 

IMG_6925

IMG_6887

Passano gli anni e la fama di Giugiaro aumenta a dismisura. La Volkswagen, grazie alla collaborazione con il designer italiano, ribalta il destino funesto che molti le pronosticavano e torna in vetta ai mercati europei. La fama di auto di qualità, dalle lamiere solide e resistenti alle intemperie e dai motori tranquilli ma immortali, si radica nell’immaginario che tuttora pervade il popolo.

Oltreoceano la Rabbit riscuote un discreto successo in una nicchia inusuale: se in Italia la Golf rappresenta una buona auto familiare e la GTI è il sogno dei giovani dal piede pesante, da un popolo USA abituato ad auto da sei metri, finestrini elettrici e motori da da 5000cc, la Rabbit è vista come una “economy car” minuscola, essenziale, simpatica e dai consumi irrisori. Il primo modello Westmoreland viene presto pensionato da un restyling e, complice una qualità di metalli ed assemblaggi inferiore a quella celebre oltreoceano, l'”early westy” si fa sempre più raro.

Years go by, and Giugiaro’s fame quickly grows. Volkswagen, thanks to the collaboration with the Italian designer, overturns the menacing destiny which many were forecasting and goes back to the top of European markets. A fame of quality cars, solid metal sheets and quiet albeit eternal engines grows into the collective imagination that still holds.

Overseas the Rabbit earns a reasonable success in a curious niche: if in Italy the Golf is a upper-class family hot hatch and the GTI is the dream of speed-craving boys, the USA population is used to 6 meter cars, electric windows and 5000cc engines and sees Rabbits as tiny, essential, fun and high-mpg economy cars. The early Westy front is soon pensioned by a restyling and, paired with often rusting metal sheets, gets more and more rare.

IMG_6875

IMG_6864

A diverse migliaia di km di distanza, la GL veronese accumula chilometri.

Passano gli anni e si sviluppa una seconda storia parallela, seppur ambientata negli stessi luoghi: Matteo è un ragazzo del vicentino, ha frequentato il liceo artistico e ha conosciuto alcuni ragazzi dell’ USARAF. Si sente sempre più a suo agio tra le due culture apprezzandone gli elementi distintivi e nel mentre matura una passione smisurata per le Golf. Prima ancora di scegliere la base per la conversione, raccoglie lamierati Westmoreland e componenti dall’America. E’ l’estate del 2014 e le nostre due storie si uniscono: Matteo recupera la Golf GL 5 porte del 1979 1.100 cc, 4 marce protagonista del nostro racconto.

Several thousands of miles away, the Veronese GL gathers road miles.

Years go by and a second parallel story builds up: Matteo comes from Vicenza and meets sme USARAF boys. He gets more and more influenced by two cultures, appreciating peculiar elements, and becomes more and more passionate about mk1 Golfs. Even before finding an European base, he starts to collect Westmoreland parts for the conversion. In summer 2014, our two stories become one when Matteo buys the protagonist of this tale: a ’79 GL mk1 5 door 1,1 L. 

IMG_6951

Lo stato di conservazione non lascia spazio a dubbi, la Golf non è marcia ma nemmeno perfetta. Il primo check-in generale evidenza la necessità di rinnovare totalmente gli interni e sistemare le poche fioriture di ruggine presenti. Le operazioni per la conversione del frontale non sono semplici come si potrebbe pensare: i designer americani hanno rivoluzionato quote e tecniche di fissaggio. I fari anteriori sigillati, “sealed beam”, non presentano né asole né supporti e vengono incastrati nella mascherina utilizzando la cornice cromata e ancorati al telaio tramite un complesso supporto. La mascherina USA è più grande dell’analoga europea, per cui si è reso necessario tagliare il lamierato anteriore per poterla fissare. Gli interventi al frontale hanno riguardato anche i paraurti: scovato un fondo di magazzino canadese i lavori maggiori hanno riguardato il restauro dei supporti assorbi urti americani e il reperimento dei rostri.

This Golf immediately appears well conserved: not exactly a time capsule, but neither a rusty frame. A complete renoval of the interior is needed, along with some rusty spots to take care. The biggest part is the front conversion, since US designers revolutioned the quotas and the fixing techinque. The front sealed beam lights were fitted using the chromed front grill and screwed to the chassis with an intricate support. USA front grill is bigger than the European one and to install it was necessary to lower the front chassis cutting it. USA laws are different than european ones, and that reflected into different bumpers, sourced in a canadian stock. Matteo has also restructured the nib and the support to absorb the strikes.

IMG_6870

IMG_6868

Terminata la raccolta dei componenti per il frontale Matteo si è concentrato sul gruppo ruota. Un set di BBS RS 229 16×7 e 16×7,5 4×98 è stato integralmente restaurato con canali interni neri, caps rossi, rose lucidate e viti silver e avvolto da quattro 165/45. Un diametro aggressivo e una finitura vistosa su Golf 1, che risulta tuttavia elegante e bilanciata dai componenti lucidati o cromati e dalle grandi frecce arancioni su un fondo nero pastello.

Ended the global research of partrs for front Westmoreland conversion, Matteo has focused his effort on wheels. The more classic is the car, the more classic wheels must be: 4×98 BBS RS 229 16×7 front and 7,5 rear have been totally restored into a masterpiece with black internal lips, red center caps and full polished external lips, screws and central rose. Tyres chosen are 165/45, a rather aggressive setup which gives to the mk1 a flashy result, smartly balanced by chromed parts, big orange side turns and pastel black paint.

IMG_7075

IMG_7078

IMG_7084

IMG_7066

IMG_7088

Rimossi gli originali interni verdi la nuova scelta per i sedili è ricaduta su un set di Recaro Connolly per cui è stato necessario ricostruire le staffe inferiori. Un’iniziale indecisione sulla tonalità è sfociata in una scelta coraggiosa, agli antipodi della scala cromatica: rosso fuoco, al posto dell’originale verde. L’abbinamento tra i due colori è inusuale nell’assortimento Volkswagen europeo degli anni 70, ma riprende il “lipstick red” degli interni in vinile statunitensi. Per completare gli interni tutti i pannelli porta sono stati rivestiti da pelle nera mentre il quadro strumenti è stato sostituito da un raro “single titten”, versione a tachimetro singolo.

Removed the green original seats, whose conditions were too bad to fit, Matteo sourced a set of Recaro Connolly and fitted them with custom brackets. Starting from an indecision in colour matters, the final pick is at the extreme of chromatic sacale: red for green. The combination of leather red and black never came as factory in european 70s VW, but it references to USA vinyl lipstick red interiors. To complete the interior all the doors panels were covered in black leather and the original dashboard was removed in order to fit a rare “single titten”, with a unique speedometer.

IMG_7042

IMG_7032

IMG_6898

IMG_6836

Al Worthersee Tour 2015, e non solo, la replica Westmoreland di Matteo ha ottenuto un successo enorme ed inaspettato. In un ambiente in cui molte golf mk1 tendono ad assomigliarsi, tanto forte è il fascino di alcune modifiche classiche, l’essere riconosciuto e ammirato in tutto il mondo ha sicuramente riempito di gioia e orgoglio Matteo.

La perfezione della realizzazione non è però un punto di arrivo: Matteo ha in progetto una seconda conversione, e custodisce gelosamente una terza mk1 “europea” ed immacolata. Per noi di Spaghetti Garage è stato un onore poter raccontare, anche attraverso le foto di Michele Barcaro, una tra le migliori realizzazioni europee degli ultimi anni, ma siamo sicuri che ci sarà presto motivo di tornare a curiosare nello stesso garage.

Expecially at Worthersee Tour 2015, Matteo’s Westmoreland replica has been consacrated as one of the most fascinable custom cars of this year, obtaining a huge and unexpected success. In a scene in which most of the Golf mk1s seems to be similar, in part due to the charm of classic modifies, being recognized and admired worldwide has made Matteo proud and joyful. 

The perfection of the project is not an arrival point though: Matteo is working on a second conversion, and jealously conserves a third, immaculate European version. We have been very pleased to tell, also through Michele Barcaro’s pictures, the tale of one of the best cars of the year, and we are sure we will be peeking at the same garage soon.